Il massiccio assurdo dell’Ennese che ha sfidato popoli, leggende e un paesaggio impossibile
I Monti Erei, nel territorio di Enna, rivelano altipiani arcani, rotte antiche e paesaggi modellati da millenni di storia siciliana.
Un massiccio che ha dato forma all’Ennese
Chi attraversa l’interno della Sicilia spesso non immagina che al centro dell’isola, lontano dalle coste e dalle vie più battute, si snodi uno dei sistemi montuosi più antichi e influenti della storia locale: i Monti Erei. Questo imponente complesso collinare, che domina i territori di Enna e Caltanissetta, non è solo un rilievo geografico, ma una struttura che ha guidato per secoli la vita delle comunità locali.
Il paesaggio degli Erei si compone di altipiani ondulati, pendii dolci e superfici ampie, disegnate da rocce sedimentarie che raccontano un lungo passato geologico. A differenza dei sistemi montuosi aspri e frastagliati delle zone costiere, gli Erei si distinguono per la loro natura più morbida e continua, un tratto che ha permesso nei millenni la nascita di insediamenti agricoli, pascoli e percorsi di collegamento tra i vari centri dell’entroterra. La loro posizione strategica, al centro dell’isola, ha favorito la presenza di comunità sin dall’epoca preistorica e ha influenzato le rotte commerciali che attraversavano la Sicilia interna.
Ciò che colpisce, percorrendo queste terre, è il senso di continuità tra paesaggio naturale e storia umana. Le forme degli altipiani, spesso modellate da un lento sollevamento tettonico, hanno inciso profondamente sulle attività delle popolazioni, guidando coltivazioni cerealicole, allevamenti e la costruzione di centri fortificati che ancora oggi punteggiano il territorio ennese.
Il territorio che racconta popoli e trasformazioni
I Monti Erei rappresentano un punto di incontro tra elementi geologici, climatici e antropici. Nonostante la loro altitudine moderata, costituiscono uno spartiacque naturale che separa vari bacini idrografici dell’entroterra. Le valli che si aprono tra un altopiano e l’altro hanno storicamente ospitato vie di passaggio percorse da popolazioni diverse: sicani, greci, romani, bizantini, arabi e normanni hanno lasciato tracce tangibili di un legame continuo con questa fascia interna dell’isola.
Le caratteristiche morfologiche degli Erei hanno reso il territorio ideale per lo sviluppo di agricoltura a medio e largo respiro, con campi di frumento che ancora oggi restituiscono l’immagine di un paesaggio antico e immutato. Al contempo, la particolare composizione delle rocce ha dato vita a terrazzi naturali, speroni e colline che nei secoli sono stati sfruttati per difesa o osservazione. È anche grazie a questi altipiani che la zona di Enna venne soprannominata “l’ombelico della Sicilia”, non solo per la sua centralità geografica, ma per la capacità del suo territorio di influenzare gli equilibri interni dell’isola.
Non meno importante è il ruolo ambientale degli Erei: ospitano habitat che si alternano tra macchia, pascoli e aree boschive residuali, offrendo una biodiversità che, pur meno appariscente di quella delle riserve costiere, conserva un valore notevole per la fauna e la flora della Sicilia centrale.
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